Article marketing » Arte-e-cultura » Gli edifici celebri di Torino
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scritto da: pferrara
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- Data: 20 Aug 2011
- Ora: 4:47 PM
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Castello del Valentino
Elegante residenza extraurbana dei Savoia, voluta nella seconda metà del XVI secolo da Emanuele Filiberto, ampliata e sostanzialmente riedificata su progetto di Carlo e Amedeo di Castellamonte tra il 1630 e il 1660 per volere di Cristina di Francia. La facciata presenta un portico con loggia soprastante ed è affiancata da due torri quadrilatere con tetti di gusto francese. L'originario carattere di "villa fluviale" con affaccio sul Po venne alterato, privilegiando il fronte occidentale con il grande cortile d'onore aperto verso la città, nel corso del XIX secolo. Al piano nobile, le numerose sale conservano decorazioni, stucchi e affreschi seicenteschi con soggetti storici e mitologici. Attualmente è sede della Facoltà di architettura del Politecnico di Torino.
Mastio della Cittadella
Della poderosa cittadina militare a pianta pentagonale, fatta costruire da Emanuele Filiberto nel 1564 su progetto di Francesco Paciotto e demolita nel 1856, resta soltanto il Mastio. Restaurato alla fine dell'Ottocento da Riccardo Brayda, divenne sede del Museo nazionale di artiglieria. Tuttora ospita nei locali interni il Museo di Artiglieria.
Porta palatina
Porta principale sinistra di accesso al "castrum" romano, unica sopravvissuta delle quattro originarie. Risalente al I secolo d.C., è uno degli esempi meglio conservati di porta urbica romana. Costituita da due alte torri poligonali, che inquadrano una facciata caratterizzata da quattro fornici di cui due carrai e due pedonali, e da un doppio ordine di finestre. Una tradizione vuole che nel 773 d. C. vi abbia soggiornato Carlo Magno dopo la vittoria sui Longobardi alle Chiuse, in val di Susa. La Porta palatina è liberamente visitabile.
Torino, non solo industria
Torino ha alla spalle una storia secolare e molto ricca. Non è solo uno dei più grandi poli industriali italiani, è stata capitale del Regno d'Italia tra il 1861 ed il 1864 e i tesori artistici che ospita ne sono una meravigliosa testimonianza. Oltre alle costruzioni del periodo risorgimentale Torino offre, già nel centro storico, reperti risalenti all'epoca romana in cui venne fondata: le Porte Palatine (Decumana, Praetoria, Principalis dextra, Principalis sinistra ), i resti di un anfiteatro e porzioni di mura. Molto più recenti il Duomo di San Giovanni, unico esempio ancora visibile dell'arte rinascimentale in città, che custodisce la Sacra Sindone ed i tanti palazzi e castelli segno della grandezza della città nel periodo della monarchia.
La vivibilità della città è accentuata dagli oltre 16 chilometri di portici che invitano al passeggio ed allo shopping, ai tanti parchi e aree verdi che si estendono lungo il Po ed intorno ai castelli ed alle residenze che furono dei re e dei nobili. Molto noti sono anche i tanti musei che raccolgono importanti porzioni di storia della città: dal Museo del Cinema e al Museo dell'Automobile, dal Museo del Risorgimento a quello d'Arte contemporanea.
Il Castello di Moncalieri
Una delle roccaforti sabaude del Piemonte e con queste iscritto nel Patrimonio UNESCO, si erge al centro dell'omonimo paese, su di una collina in provincia di Torino. E' noto soprattutto come luogo storico e non custodisce particolari capolavori artistici.
Nacque su ciò che fu un forte nel medioevo e venne ampliato per volere di Jolanda di Francia, moglie di Amedeo IX il Beato, con quattro torri angolari (di cui solo due sono ancora visibili). Dopo un buio periodo di saccheggi e lotte durante il cinquecento, il castello risulta semidistrutto e furono Carlo Emanuele I, Madama Critina e Carlo Emanuele II che si adoperarono per riportarlo fra le dimore di pregio dell'architettura sabauda. Le migliorie proseguirono costantemente durante i decenni e sotto diversi signori, ma delle antiche decorazioni ed arredi resta ormai davvero poco. Restaurato alla fine del XX secolo entra a far parte del patrimonio UNESCO, ma purtroppo, nel 2008, uno dei torrioni è stato danneggiato da un incendio, in cui è andata parzialmente distrutta anche la sala del Proclama di Moncalieri.
Pierluigi Ferrara lavora come project manager per ZeroDelta, società specializzata nella creazione di software, siti e contenuti per il web. Si occupa principalmente di contenuti legati al turismo e recentemente si è occupato di un sito sull'archeologia.
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