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ASIA


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scritto da: ogami - Visite: 18 - Numero di parole: 1189 - Data: 17 Dec 2008 - Ora: 3:23 PM 0 commenti




 

Perdite dei corsi tutto sommato contenute

 

Dopo che nella prima settimana di novembre si è assistito sui mercati asiatici a qualche debole movimento ricreativo, nella seconda metà del mese si è tornati ancora una volta ai bassi livelli di ottobre, anche se per fortuna la situazione non è precipitata in modo disastroso. L’indice AC MSCI Far East (ex Japan) che è l’indicatore decisivo per capire l’andamento dei mercati asiatici ha comunque perso il 2,7 per cento, dato tutto sommato non così negativo, rispetto a quelli di altre regioni geografiche.

 

I motivi che hanno portato ancora una volta a un forte pressione a vendere alla fine sono generate da una parte dalle ripetute cattive notizie che provengono da USA ed Europa. La posizione precaria è da mettere in relazione in questo caso ai problemi del settore automobilistico americano e alla crisi di Citigroup, ma anche in buona parte alla difficile situazione in cui si sono trovati molti istituti finanziari europei come UBS e Hypo Real Estate. D’altro canto inoltre tutti i dati economici rilevanti pubblicati recentemente in Asia indicano un aggravarsi della situazione economica anche in quell’area. Particolarmente deboli i dati della Corea del Sud relativi al settore delle esportazioni che hanno portato a un consistente deprezzamento della valuta locale, il Won. Per quanto riguarda l’Indonesia si teme che non sia più in grado di far fronte al pagamento dei debiti esteri.

 

Al momento il Prodotto Interno Lordo della Cina il cui tasso di crescita per il 2009 fino ancora a poche settimane fa veniva valutato intorno all’8 – 9 per cento, viene continuamente rivisto al ribasso. I settori maggiormente in crisi qui sono i beni di consumo e l’immobiliare. Il governo cinese ha però già intrapreso ampi programmi d’intervento per stabilizzare la situazione economica e la Borsa cinese nel mese di novembre è riuscita a registrare comunque un aumento di più del 4 per cento del suo principale indice di riferimento, il China MSCI.

 

L’India invece è ancora sotto shock a seguito dei violenti attacchi terroristici di Bombay dove la situazione è tornata sotto controllo solo dopo diversi giorni. Al momento però la situazione politico economica è totalmente paralizzata. C’è l’effettivo pericolo che si aggravi il conflitto con il Pakistan e di conseguenza su questi mercati si assiste a un’elevata volatilità dei corsi che in novembre ha indebolito ancora una volta l’indice India MSCI, facendo registrare alla fine del mese una perdita di quasi 10 punti percentuali.

 

 



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