Article marketing » Salute-e-benessere » Medicina » Autotrapianto di Capelli Monofollicolare (micrografting)
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scritto da: Web Agency NApoli
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- Data: 18 Mar 2010
- Ora: 1:21 PM
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Un autotrapianto di Capelli non crea nuovi capelli dal nulla, ma si limita a distribuire su una zona più ampia quelli presenti sul cuoio capelluto.
Poiché esistono gradi diversi di calvizie, anche i risultati dell’ Autotrapianto di Capelli variano da soggetto a soggetto; è evidente che maggiore è l’estensione dell’area priva di capelli, più piccola l’ampiezza della zona donatrice, minore sarà la densità finale raggiungibile. La densità ottenibile con un autotrapianto di Capelli, quindi, è sempre inferiore a quella dei capelli normali.
Per ottenere un risultato più naturale possibile nella zona frontale i capelli vengono impiantati molto vicini, mentre si tende a ridurre la loro densità nelle zone posteriori.
Sebbene molti pazienti diano estrema importanza al numero di capelli trapiantati per seduta, è bene tenere presente che in genere il risultato ottenuto con due sedute da 1500 capelli effettuate a distanza di qualche mese è superiore per densità e naturalezza rispetto a quello ottenibile con un’unica seduta da 3000 capelli, in particolare se l’area da rinfoltire non è molto estesa.
Indipendentemente dal numero di capelli trapiantati, l’intervento viene effettuato in anestesia locale senza ricovero, ed ha un periodo di convalescenza molto ridotto; già 24 ore dopo la sua esecuzione i segni visibili si limitano a piccole crosticine in corrispondenza degli innesti e a modesto nella zona delle palpebre.
I limiti dell’autotrapianto
Com’è ovvio, il limite principale dell’autotrapianto è costituito dall’ampiezza dell’area da rinfoltire e dalla disponibilità di capelli trapiantabili.
Meno ovvio, soprattutto per i pazienti più giovani, è che la calvizie è un fenomeno dinamico, che con gli anni tende inevitabilmente a peggiorare.
Il paziente ideale è un soggetto con calvizie stabilizzata e almeno 35 anni di età, di fatto il chirurgo si trova spesso a dover operare pazienti anche molto giovani, con calvizie ancora in progressione.
Il risultato estetico di questa strategia potrebbe essere catastrofico a distanza di anni quando, col progredire della calvizie, cadranno i capelli immediatamente posteriori a quelli trapiantati (che invece, provenendo dalla nuca, persisteranno): a quel punto, senza capelli utilizzabili nell’area di donazione, resterebbe ben poco da fare per correggere l’errore del primo trapianto.
La caduta dei capelli è un fenomeno continuo che ha un afase di caduta molto rapida tra i 20 e i 35 anni ma non si arresta neanche in età avanzata.
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