Corsi

C’è corso di cucina e corso di cucina

In Italia di corsi di cucina se ne fanno molti ed a volte anche in una sola città. Al nord, principalmente, l’offerta è veramente vasta, al punto che può capitare che si possano avere dei dubbi su quale sia quello più adatto a noi.

Con questo articolo, quindi, vorrei fare alcune distinzioni tra i tanti corsi, non per indicare quelli migliori o quelli peggiori, ma per evidenziarne alcune caratteristiche, che li rendono più adatti ad un cuoco piuttosto che ad un appassionato di cucina.

 

Il tema del corso

Inizierei con il tema del corso. L’enogastronomia è vastissima ed allo stesso modo la cucina, la storia della cucina, quindi già per quest’aspetto i corsi non sono tutti uguali. Tra i temi troviamo la cucina classica, la cucina moderna, come fare il pane, la pasticceria, la carne, il pesce, e molto altro ancora.

Quelli che ho presentato sono corsi centrati sulla cucina intesa come momento di preparazione e cottura del cibo. La ricetta, in sostanza, e qualche volta il metodo.

Ad esempio, noi di maisazi.com abbiamo un calendario dei corsi di cucina operativa. I nostri moduli, monotematici, sono più dedicati agli aspetti strumentali, di presentazione, di metodo. Ovviamente si cucina e si parla di tanti trucchi e trucchetti, ma l’obiettivo è più imparare ad usare un coltello o una pentola, che non a preparare una certa ricetta piuttosto che un’altra.

 

Operativo o dimostrativo?

Vi sono corsi di cucina in cui un docente illustra e tratta i temi, senza che gli allievi partecipino operativamente. In altri, invece, gli allievi possono svolgere degli esercizi o almeno partecipare in qualche modo alle fasi operative.

Non che i primi siano peggiori dei secondi o l’inverso, semmai si tratta di scegliere quello più adatto a voi. I corsi fatti dai grandi chef della cucina, infatti, quasi mai sono operativi. La cosa, quindi, li configura come più adatti a persone che già sappiano cucinare e che abbiano delle basi consolidate. Lo chef, infatti, dà per scontato che ognuno sappia i termini e conosca i metodi base. Non sta certo a spiegare come si faccia una pasta sfoglia o un fondo bruno.

Sconsiglierei decisamente questi corsi a chi non ha seguito almeno un corso base, perché si troverebbe come un pesce fuor d’acqua e tornato a casa non saprebbe da dove iniziare.

 

Livello formativo

I corsi di cucina possono essere base, avanzati, avanzatissimi. Non buttatevi sul corso senza sapere quale sia il suo livello perché rischiereste di buttare via i soldi (anche se pochi, peggio se tanti).

In un corso avanzato, infatti, le basi sono date per scontate. Non si può andare a chiedere come sminuzzare la cipolla (c’è una tecnica precisa) o perché si è scelta una casseruola in rame stagnato per preparare il risotto.

Allo stesso modo, inutile andare ad un corso base, se si cucina in un ristorante da dieci anni, salvo che si sia stati autodidatti e si voglia un confronto con tecniche e metodi professionali.

E non pensiate che un corso base debba costare meno, a volte non è così, perché i docenti dei corsi base, non devono essere solo degli chef geniali e creativi, ma devono saper spiegare, devono avere pazienza, devono avere l’umiltà di abbassarsi al livello dei propri allievi (cosa per nulla semplice).

 

Professionale o amatoriale?

Altra domanda, e con questa concludo, ci dobbiamo chiedere se stiamo imparando a cucinare per andare a lavorare in un ristorante o se serve privatamente per i nostri eventi, le nostre cene.

Le due cose sono diverse, perché i metodi e gli strumenti usati in un ristorante sono molto diversi da quelli impiegati a casa.

Tanto per fare un esempio, un pasticcere prepara le torte in modo diverso da quello che si potrebbe fare a casa. Basti pensare al fatto che un forno da pasticcere supera quasi sempre le 15 mila euro, quando a casa ci ritroviamo forni in cui è persino impossibile stabilire la temperatura esatta, figuriamoci l’umidità!

Accertatevi, quindi, se vi state iscrivendo al corso del primo tipo o del secondo.

No Comments Found

Leave a Reply